"Museo dei dolmen" un museo virtuale della preistoria e protostoria del Mediterraneo e dell'Europa Occidentale, ideato e diretto da Federico Bardanzellu.******* "Museo dei dolmen Newsletter", diffusa in partnernariato con "Romalavoro.net"

 

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Preistoria e protostoria

del Mediterraneo e dell'Europa Occidentale

Newsletter n. 111 - 15 ottobre 2020

www.museodeidolmen.it

In partnernariato con: www.romalavoro.net

 

 

 

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        Fonte foto: Cor.Sera

59 sarcofagi intatti portati alla luce in Egitto.

Il Cairo, 7 ott. (Carme Mayans, StoricaNG) -  Solo qualche settimana fa dall'Egitto giungeva la notizia della scoperta di tredici sarcofagi intatti risalenti a 2500 anni fa, rinvenuti all'interno di un pozzo funerario nella necropoli di Saqqara.

In quel frangente gli archeologi responsabili della scoperta avevano affermato di aspettarsi altre sorprese, e nei giorni scorsi, i loro sospetti sono stati confermati: le autorità egiziane hanno annunciato il ritrovamento di altri sarcofagi, raggiungendo un totale di 59 bare.

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     Fonte foto: Archeostorie


 

L'Università di Udine premiata per la scoperta archeologica mondiale più importante del 2019.

Udine, 7 ott. (Udine Today) - Università degli Studi di Udine ancora una volta celebrata a livello mondiale grazie a uno scavo archeologico: i rilievi rupestri di Faida sono stati premiati come la scoperta archeologica mondiale più importante del 2019.

La scoperta

La scoperta archeologica di dieci imponenti bassorilievi rupestri dell’VIII sec. a.C. raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria nel sito archeologico di Faida (20 km a sud della città di Duhok e 50 km da Mosul, Kurdistan iracheno settentrionale), nell’ambito del Kurdish-Italian Faida Archaeological Project condotto dall’Università di Udine e dalla Direzione delle Antichità di Duhok, ha vinto il premio mondiale per l’archeologia intitolato a Khaled al-Asaad.

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          Autore foto: Livioandronico2013, Wikipedia

 

Templi greci, chiese bizantine, armi millenarie: è il tesoro nascosto del Castello di Taranto.

Taranto, 9 ottobre (Gabriella Mola, Barinedita.it) - Chiese bizantine, pozzi profondi, passaggi segreti, templi greci, lance del III secolo a.C. È il tesoro nascosto del Castello Aragonese di Taranto: un enorme fortezza interessata dal 2007 da ristrutturazioni e scavi archeologici che continuano a portare alla luce preziose scoperte.

Solo una parte degli ambienti e dei manufatti rinvenuti sono però visibili al pubblico: tutto il resto è celato in stanze sotterranee che continuano a essere oggetto di studio. Luoghi che noi siamo riusciti a visitare, entrando in un mondo millenario che affonda le sue origini sin dalla Magna Grecia.

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       Autore foto: MatthiasKabel, Wikimedia

Gli scavi ad Akrai restituiscono una domus romana.

Palermo, 12 ott. (Ansa) - Domani, martedì 13 ottobre alle 10,30, nel sito archeologico di Akrai, l'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà e il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, prenderanno parte alla presentazione dei risultati degli scavi archeologici condotti dall'Università di Varsavia in co-direzione scientifica con il "Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro ed Akrai" diretto da Carlo Staffile.

Grazie ai nuovi scavi effettuati a sud del Decumano (la strada principale che attraversa da est ad ovest l'abitato, mettendo in collegamento le due porte della città), è stato possibile portare in luce una domus romana, che si imposta su una più antica abitazione di età ellenistica del III secolo a.C. e mostra una continuità di vita fino ad età bizantina.

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In libreria e in internet "Gli antenati che vennero dal mare" di Federico Bardanzellu.

Posta al centro del Mediterraneo e con una conformazione tale da formarvi quasi uno sbarramento; con uno sviluppo costiero peninsulare di 4.000 chilometri e di 3.500 delle sue isole maggiori; separata dal resto dell’Europa dalla più alta catena di monti del continente, l’Italia non poteva che essere destinata a subire nei millenni innumerevoli invasioni e migrazioni di popoli provenienti dal mare. Soprattutto perché in epoca remota erano i mari a unire le popolazioni e le distanze terrestri a dividerle.

La diffusione di nuove tecniche e culture e le sostituzioni linguistiche è stato probabilmenteo determinato dall’arrivo di élites organizzate e/o armate ma civilmente e tecnologicamente più evolute rispetto alle popolazioni autoctone. Premesso ciò, l'autore prende in esame il fenomeno del megalitismo in Italia (dolmen, menhir ecc.) confermando l’ipotesi  di un loro orientamento astronomico, verso gruppi di stelle cui era riconosciuto un ruolo totemico e/o verso particolari fasi del moto solare o lunare. Altrettanto risulta dall’esame dell’orientamento dei nuraghi sardi.

Tra gli apporti trans mediterranei, si ritiene che sia stata fondamentale per la civiltà italica la “diaspora” dei cosiddetti “Popoli del Mare” che tentarono di invadere l’Egitto intorno al 1200 a. C. I miti e le leggende collegati alla fondazione di Roma sono stati analizzati sotto il profilo “totemico” e quello delle primavere sacre. 

Per quanto riguarda il metodo d’investigazione, si è ritenuto di procedere in analogia con quello messo a punto da Bob Woodward e Carl Bernstein. Secondo i due giornalisti del Washington Post, autori dell’inchiesta sul caso Watergate, che portò alle dimissioni di Richard Nixon dalla carica di Presidente degli Stati Uniti, tre indizi convergenti formano una prova.

In vendita nelle librerie convenzionate con la casa editrice, su Amazon, IBS, Unilibro e sul sito:  www.edizionidelfaro.it

  

  

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