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Dolmen Museum

   

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Preistoria e protostoria

del Mediterraneo e dell'Europa Occidentale

Newsletter n. 248 - 1° novembre 2026

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grottaChauvet

 


 

 

 

 


                 

      Fonte foto: Università di Roma

Le pitture della grotta Chauvet hanno 37.000 anni.

Lione, 31 ott. (Scienze Notizie) - Una pellicola trasparente di calcite ricopre gran parte delle pitture di circa 37.000 anni fa esaminate nella grotta Chauvet, in Francia. Inoltre, alcuni tratti di carbone mostrano un bagliore arancione che potrebbe indicare che la roccia fu riscaldata da braci o torce.

Sono i risultati di uno studio condotto da un’équipe francese, che ha analizzato le pareti con luce ultravioletta da circa 2,5 metri di distanza, senza avvicinarsi alle superfici. La ricerca, pubblicata sulla rivista ACS Omega, è stata guidata da Philippe Walter del Laboratorio di archeologia molecolare e strutturale (LAMS) dell’Università della Sorbona e del CNRS, l’agenzia nazionale francese per la ricerca.

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museo_argo

 

 

 

 

  

    

 

     Autore foto: F.Bardanzellu

      

Argo e il suo “nuovo” Museo Archeologico.

Micene, 10 ott. (Marco Vasile, Mediterraneo Antico) - L’estate del 2026 rimarrà memorabile per l’archeologia classica. Agli inizi di agosto l’inaugurazione dell’ultima sezione del nuovo allestimento ha riconsegnato al pubblico il Museo Archeologico Nazionale di Paestum nella interezza delle sue sale espositive.

Poco più di un mese prima, esattamente il 29 giugno, è invece stato riaperto al pubblico, dopo una frustrante chiusura protrattasi dal luglio del 2014 per importanti lavori di modernizzazione, il Museo Archeologico di Argo, uno dei principali della Grecia, custode di splendidi tesori, tra i quali i grandi vasi nello stile geometrico argivo.
Il museo archeologico di Argo si trova a ridosso della piazza Ayios Petros, nell’area in cui ogni mercoledì si tiene il mercato municipale per il quale l’architetto tedesco Ziller alla fine del XIX sec. progettò un apposito spazio in stile neoclassico.

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    Autore foto: Gianni Careddu

 

L'enigma irrisolto della statue dei Nok.

Lagos (Antikitera) - Nok è il nome di un piccolo villaggio nel centro della Nigeria, dove nel 1928 un gruppo di minatori ha portato alla luce una serie di reperti in terracotta, testimonianza di un’antica civiltà perduta. Il popolo nomade Nok di cacciatori e guerrieri si stanziò nel X secolo a.C. nel bacino del Niger, nell’odierna Nigeria settentrionale.

La loro civiltà fiorì fino al II secolo d.C. Alcuni studiosi pensano che essi siano stati i primi in tutta l’Africa subsahariana a conoscere la siderurgia nella seconda metà del primo millennio a.C. Gli scavi portarono alla luce non solo le statue antropomorfe ma anche certo numero di strumenti in pietra, pitture rupestri e strumenti di ferro, comprese le punte di lancia straordinarie, bracciali e piccoli coltelli e fecero comprendere che si trattasse di una società altamente avanzata, con un sistema giudiziario tra i più complessi del tempo.

 

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    Fonte foto: Cor. Sera

L’oreficeria altomedievale.

Monza, 5 ott. (Giuseppina Colosi, Archeologia e paesaggio) - er lungo tempo gli studiosi affermarono che le invasioni messe in atto dai barbari avessero bruscamente interrotto qualsiasi attività artistica e culturale e per questo identificarono l’Alto Medioevo come un periodo di decadenza.

Attualmente si è abbandonata questa linea di pensiero e si è completamente rivalutata questa epoca, riconoscendo a queste popolazioni il merito di aver introdotto tecniche innovative e nuove tendenze estetiche; le categorie classiche di bellezza e proporzionalità furono rifiutate a vantaggio di un linguaggio più vivace e simbolico, colorato e geometrico.

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In libreria e in internet "L'irrazionale irrequietezza del vivere" di Federico Bardanzellu.

Interessante e variegata raccolta di racconti collegati tra loro da un filo conduttore sotterraneo che l'autore riconduce sovente alle sue esperienze esistenziali, logicamente ricreate, rivisitate e passate al vaglio dell’invenzione narrativa.

Nella dimensione narrativa dell'autore diventa necessità vitale preservare la memoria di ciò che merita d’esser salvato ben distinguendo ciò che è stato solo un semplice contorno della vita.

L’interrogativo ultimo di tali racconti si riassume in una simbolica domanda: “Nella vita siamo artefici del nostro destino o ogni evento accade indipendentemente e a prescindere da noi stessi?”

In vendita nelle librerie convenzionate con la casa editrice, su Amazon, IBS, Unilibro e sul sito della casa editrice Montedit.

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